Comune di Sassoferrato

SASSOFERRATO LA CITTÀ DELLO ZOLFO

Sassoferrato affonda le proprie radici nella storia, come testimoniano, ben visibili alle porte del capoluogo, i resti dell’antica città romana di Sentinum, riconosciuta ora con lo status di Parco archeologico. L’architettura mostra i segni di un nobile passato: la trecentesca Rocca Albornoz, che domina dall’alto il centro cittadino, le numerose chiese, gli edifici pubblici, gli angoli medievali della parte più antica del capoluogo, il Castello, sono i testimoni della lunga e prestigiosa storia della città. Nel territorio di Sassoferrato sorgeva la miniera di Ca’Bernardi. Essa fu attiva dal 1887 e produsse, fra il 1889 ed il 1899, 325.638 tonnellate di minerale dal quale si ricavarono 65.517 tonnellate di zolfo greggio. La miniera ebbe una continua espansione nonostante le proibitive condizioni di lavoro. I minatori dovevano difendersi dal grisou (combinazione di gas metano con ossigeno), dal gas solfidrico e dal calore che sprigionavano le roccie. Per la zona la miniera era l’unico modo di lavorare e guadagnare decorosamente, tanto che il villaggio si era talmente allargato che la popolazione, nella punta massima, raggiunse le 3.000 unità. Nei mesi iniziali del 1952 la manodopera occupata era di circa 1.400 operai. Negli anni ’50 La miniera venne indicata “in rapido esaurimento” e ne conseguì una drastica diminuzione della manodopera. Ciò porta, nel 1952, all’occupazione della Miniera. Prima della chiusura definitiva, il 5 maggio 1959, furono collocati in pensione circa cento operai e più di trecento furono trasferiti negli stabilimenti di Pontelagoscuro, in Toscana, Sicilia e Trentino. Un’altra parte invece si trpvò costretta ad emigrare in Belgio.